Home Page*Funzionamento psichico e vibrazionale*

“In natura, l’azione e la reazione sono continue. Tutto è legato a tutto. Niente è separato. Tutto è collegato, interdipendente. Ovunque, ogni cosa è collegata alle altre. Ogni domanda riceve la risposta che le corrisponde.”

Svami Prajnanapada

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IL FUNZIONAMENTO DEI FIORI DI BACH: FISIOLOGIA E ARMONIZZAZIONE DELLA TERAPIA VIBRAZIONALE

Esistono diverse interpretazioni atte a spiegare il funzionamento dei Fiori di Bach.
La prima, si rifà alla teoria delle segnature, che fu quella usata dagli antichi erboristi e terapeuti, i quali credevano nell’efficacia della Natura all’interno della quale trovare gli strumenti per il benessere degli abitanti della Terra stessa. I Fiori di Bach funzionano, secondo questa teoria, per similitudine costituzionale con le caratteristiche della persona “ammalata”.

Questo infatti è stato il metodo usato da Edward Bach nella scoperta di alcuni rimedi.


Sulla base della teoria delle segnature, viene formulata la seguente ipotesi: così come l’uomo è l’evoluzione massima del regno animale, l’evoluzione strutturale del fiore è l’evoluzione massima del regno vegetale. Secondo questa corrispondenza, i petali dei fiori (ultimo stato dell’evoluzione del fiore), saranno, per similitudine, come la corteccia cerebrale che avvolge l’intera struttura cerebrale. Sempre secondo questa formulazione, i vari strati del fiore richiamano i differenti strati cerebrali: nello stesso modo in cui i fiori si schiudono per mezzo della luce solare, l’informazione terapeutica (che è il bagaglio del fiore stesso), penetra nei vari strati cerebrali riarmonizzandoli.
Bach, che ricordiamo si era formato da omeopata, riteneva che per trasmettere questo “messaggio terapeutico floreale” non fosse essenziale un intervento quantitativo, ovvero con un dosaggio significativo dell’estratto di un fiore, poiché il fiore doveva trasmettere un messaggio energetico atto a armonizzare la psiche alterata del paziente.
Sul piano fisiologico, si pose il problema di come catturare questa energia, che è parte integrante di una determinata forma di vita.
Intuitivamente, Bach usò la luce solare come catalizzatore, per far sì che l’energia del fiore passasse ad un liquido che il paziente doveva assumere. Questa intuizione è stata confermata dalle recenti scoperte sulla memoria dell’acqua e dell’energia biofotonica.
La terapia dei Fiori di Bach può definirsi quindi come energetico-vibrazionale poiché l’energia fissata nel fiore che continua ad essere in movimento riassesta le “cattive vibrazioni” della psiche o del sistema nervoso, ristrutturando (“riarmonizzando”) le situazioni psicologicamente negative (patologiche).
Nello schema riportato qui sotto, viene illustrato il processo di funzionamento dell’essenza floreale Larch (larice).
Rispetto alle modalità degli interventi psichiatrici basati sulla chimica (che in passato si sono spinti fino alla lobotomia!) utilizzati sul sistema nervoso e sulle patologie psichiche, tale scoperta costituisce un approccio totalmente rivoluzionario. Infatti introduce il concetto di potere energetico del corpo e del cervello, misurabili fra l’altro da un banalissimo esame che si chiama elettroencefalogramma.
Storicamente, gli interventi sulla psiche cominciarono a discostarsi dalle barbarie terapeutiche a cui i pazienti venivano sottoposti, con l’avvento della psicanalisi del Dottor Freud. Tuttavia, la terapia freudiana restava (e resta) per pochi eletti, tendenzialmente abbienti, mentre gli altri pazienti venivano sottoposti a trattamenti che andavano dalla coattazione, alle semplici docce fredde.
Con il diffondersi dell’energia elettrica negli anni Trenta, alcuni medici rimasero affascinati da questa entità e videro nell’elettroshock una possibilità terapeutica per le persone affette da disturbi psichici.
Nonostante la giusta intuizione circa il funzionamento del cervello con impulsi elettromagnetici, l’elettroshock era diventato una vera e propria terapia punitiva, oltre al fatto che, ignorandone le modalità di fuzionamento, non venivano considerati gli effetti.
Negli anni Sessanta, con il diffondersi di nuovi ritrovati psicoattivi, il problema dei disturbi psicopatologici sembrava essere risolto. Ovviamente, dal punto di vista della sintomatologia.
Sinteticamente, le due famiglie usualmente diffuse per contenere le diverse sintomatologie psichiche si possono dividere in due gruppi: quello delle sostanze ansiolitiche e quello delle sostanze antidepressive, spesso somministrate insieme.
Anche se questo approccio potrebbe risultare utile in situazioni acute, è ancora una volta centrato sul solo aspetto sintomatico accusato dal paziente, ed è lontano dal rimuovere le cause originarie del sintomo. Oltre a produrre l’insorgere di effetti collaterali proporzionali alle quantità somministrate delle sostanze psicoattive.

La terapia del Dottor Bach trova facile spiegazione nel momento in cui si abbandona la fisiologia classica e ci si addentra invece nella fisiologia della medicina energetica, all’interno della quale la teoria enegetico-vibrazionale trova fondamento.
“ La guarigione deve provenire dall’interno, grazie al riconoscimento e alla correzione dei nostri errori, all’armonizzazione del nostro essere. Una volta trovato l’errore, la guarigione non si ottiene lottando o ricorrendo alla forza di volontà e all’energia per soffocare ciò che non va, bensì sviluppando la virtù opposta, che automaticamente elimina dal nostro essere tutte le tracce dell’errore. Lottare contro una mancanza significa rafforzarla, in quanto la nostra attenzione è tutta concentrata su di essa e ci fa sentire sempre più invischiati nella lotta. Invece la via della vittoria consiste nel dimenticare la manchevolezza e sforzarsi consapevolmente di sviluppare la virtù contraria, che ne impedirà il manifestarsi. Da principio questo potrà rivelarsi alquanto difficile, ma soltanto da principio, perché poi si constata con quanta incredibile rapidità può svilupparsi una virtù che riceve tutto il sostegno del cuore.”
Secondo la medicina energetica, l’essere umano è un ricevitore e trasmettitore di energia , pertanto per avere una situazione di benessere bisogna godere di una certa armonia, tra il dare e ricevere. Ne consegue che la malattia è uno squilibrio energetico (dal famoso concetto di Ying e Yang).
La terapia consiste in un intervento atto a riarmonizzare e a riequilibrare la persona, riportandola al suo cammino originario, come affermava Edward Bach.
Dal punto di vista funzionale, basta un piccolo quantitativo di sostanza, per una somministrazione di quattro gocce sotto la lingua per quattro volte al giorno, per creare una risposta energetica.
Tale ottica è in contraddizione con la fisiologia classica che basa la risposta sulla quantità di sostanza somministrata.
Finalmente con la terapia vibrazionale di Bach, l’uomo viene riportato ad essere il protagonista assoluto del suo benessere e malessere, e si propone, come la psicoterapia, la presa di coscienza delle cause di tale malessere e il cambiamento della persona. Non presentando dal punto di vista chimico alcuna modificazione strutturale, i Fiori di Bach non produrranno alcun effetto indesiderato. Una cattiva somministrazione di tali rimedi, lasceranno semplicemente il paziente nello stato in cui si trova. I Fiori di Bach non si sostituiscono all’organismo, ma si integrano con esso, diventando parte di un tutto nel processo di guarigione.

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